L’immaginario animale è il nostro immaginario

di UGO MORELLI.

Claudia Losi, The Whale Theory, Johan & Levi editore, 2021

Sunaura Taylor, in uno dei saggi che accompagnano le immagini e i percorsi, le piste grafiche e i molti dispositivi narrativi di questo libro che è anche un bellissimo oggetto d’arte, scrive:

“Sapevo benissimo che i miei compagni dell’asilo volevano offendermi quando mi dicevano che camminavo come una scimmia, e naturalmente ci riuscivano. Non capivo bene perché questo dovesse ferire la mia sensibilità però, dato che, dopo tutto, le scimmie erano i miei animali preferiti”. E poco più avanti aggiunge: “Capivo che il paragone con gli animali mi isolava completamente dagli altri”.

Non sappiamo quando e come ci siamo isolati dagli altri animali, forse possiamo solo chiederci perché lo abbiamo fatto, ma anche in questo caso le risposte non sono facili. Rimane il fatto che ci siamo costruiti nel tempo un immaginario separato, che non è fatto solo di isolamento, ma di negazione dell’appartenenza al sistema vivente.

Come se la postura eretta avesse determinato una postura psichica di superiorità, verticale, rispetto al sistema vivente da cui dipendiamo che, da quel momento in poi abbiamo considerato orizzontale.

Abbiamo confuso la nostra competenza simbolica che ci distingue con una presunzione di superiorità che ha finito per renderci distruttivi di tutto il resto, che resto non è.

Ce ne rendiamo conto, almeno in parte, nel momento in cui quella tensione distruttiva ci tocca direttamente, in quanto ci accorgiamo che abbiamo tagliato o stiamo tagliando il ramo su cui siamo seduti.

Un mammifero, un grande mammifero, oggetto della nostra paura, delle nostre attrazioni più coinvolgenti, e della nostra furia distruttiva, la balena, diventa l’ologramma della nostra condizione attuale, nel libro di Claudia Losi.

CLAUDIA LOSI
EMANUELA FELLIN

Un libro che non è solo un libro, ma contiene una storia di vita, la storia di un’ossessione creativa a partire dalla balena, intorno alla balena, dentro la balena, con tutto quello che riesce a dirci un atto artistico che si fa presente, provocazione, occasione educativa e gesto politico.

Trasformati in novelli Giona, siamo inghiottiti dalla balena insieme a Claudia Losi, e chissà che, come Pinocchio, non ne usciamo cambiati almeno un poco in una direzione più attenta alle condizioni della nostra vivibilità, in quanto parte del tutto sul pianeta che ci ospita.  

Ugo Morelli   

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